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domenica 8 novembre 2015

A proposito di Putin

1)Putin è un dittatore. Secondo la Treccani, "Chi governa o esercita comunque la propria autorità in modo dispotico e intransigente, senza ammettere critiche, opposizioni, discussioni o ingerenze di alcun genere". Putin ha una corposa opposizione, pagata dall'Occidente, ma soprattutto, dimentica la Treccani, il dittatore non viene democraticamente eletto. Non è il caso di Putin.

2)Cecenia. Fa parte della Russia (che, giova ricordarlo, è una federazione, da cui la differenza fra russkie e rossijane) dal XVII secolo (cioè, con Pietro il grande, mica con i comunisti, da quando sono scesi in pianura dai monti). Se però ne vogliamo parlare, vorrei parlare del Trentino dalla Grande guerra agli anni '60 del secolo scorso.

3)Putin fascista. Come ogni (ogni!) famiglia russa, ha avuto morti in famiglia per mano dei fascisti e dei nazisti, e non perde occasione di ricordarlo.

4)Putin finanzia FN, LN e Casa Pound. Attendo qualche prova, soprattutto in virtù del punto 3: in caso contrario, attendo che qualcuno metta in galera i menzogneri pennivendoli italioti.

5)Libertà di stampa. Pioggia D'Argento, RBC, Gazzetta Nuova, giusto i primi che mi vengono in mente. Come? Non se li incula nessuno? E sarebbe colpa di Putin?

6)Omofobia. Personalmente, noi siamo eterosessuali e non abbiamo mai avuto problemi con gli omosessuali. Mai sentito nessuno presentarsi "piacere, omosessuale", oppure "eterosessuale". Noi ci presentiamo per nome e cognome, punto, al limite, se è inerente, aggiungiamo "interprete, giornalista" e quant'altro. In ogni caso, non deve riguardare i bambini.

7)Putin amico del dittatore Assad. Riteniamo dittatori Obama, Clinton, Bush, Renzi, Berlusconi, eppure Putin li chiama tutti (Assad compreso) "partner", e se volete ci da pure fastidio. Il popolo sovrano li ha eletti, il popolo sovrano se li tiene. Assad è sostenuto dal proprio popolo, ma persino dittatori come Hussein, Gheddafi e quant'altri non hanno diritto di ingerirsi negli affari interni di popoli altrui. Serve ricordare gli americani in Corea, Vietnam, Afghanistan, Iraq, Jugoslavia, Libia, Ucraina, eccetera?

8)Aereo russo in Sinai (non in Siria). Attendiamo le indagini. in ogni caso, o era un incidente, e allora che c'entra la Russia (dobbiamo ricordare Ustica?), oppure era un attentato terroristico, e allora che c'entra la Russia (dobbiamo ricordare Ustica?)?

martedì 23 dicembre 2014

Tra l’orso russo e la tartaruga europea litiganti il terzo gode

© Photo: RIA Novosti/Aleksey Nikolskyi

Tra i due litiganti il terzo gode. Pare che lo abbia già capito bene l’ex premier e il già presidente della Commissione Europea Romano Prodi che ha incontrato il 18 dicembre a Mosca il leader del Cremlino Vladimir Putin dopo la sua maxi conferenza stampa di fine anno. Prima, pranzo con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov. L’ultima volta di Prodi in Russia risale al settembre 2013, quando partecipò al forum del Valdai, incontrando Putin. Il Professore, presidente della Fondazione per la cooperazione tra i popoli e presidente del comitato scientifico del Forum Euroasiatico a Verona aveva già incontrato il presidente russo nel febbraio 2013 come inviato speciale Onu per il Sahel.

I media italiani hanno reagito all’annuncio dell’evento con una raffica di tesi e domande provocatorie: “Dal Cremlino al Quirinale! Prodi a nome di chi va a incontrare Putin e Lavrov e con quale mandato? Per avere l’investitura da zar Vladimir verso il Colle?”.

La situazione è stata chiarita dall’“Huffington Post” in un suo aggiornamento circa la visita a Mosca del presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli:

“Sono venuto a Mosca su invito di Putin”, ha detto Prodi. “Un invito di qualche settimana fa. Sono stato molto contento perché abbiamo avuto un lunghissimo colloquio, in cui io ho espresso anche tutte le mie passioni, affinché si riesca a trovare anche qualche soluzione per queste situazioni di tensione che fanno male a tutti. Non possiamo creare una continua tensione in Europa, quando abbiamo tanti interessi ma nel senso profondo, tanti destini in comune. Ovvio che in incontri così non si sfiora soltanto l’Ucraina, ma si sconfina nel Medio Oriente, abbiamo parlato anche di Africa e di problemi di peace-keeping”.

Quanto ai rapporti Italia-Russia, “Putin è molto grato a Renzi per averlo invitato a Expo 2015 e spera proprio di venirci”, ha riferito l’ex premier italiano. “Sono cose che danno un senso di rapporto personale”, ha aggiunto, citando anche il fatto che il primo viaggio all’estero di Federica Mogherini da ministro è stato in Russia, come un gesto apprezzato da Putin. “Possono sembrare piccoli passi, ma non lo sono”, ha sottolineato. A detta dell’ex presidente della Commissione europea - che ha rifiutato la definizione di mediatore tra Mosca e Bruxelles – in questo momento di tensioni internazionali con la Russia, “l’Italia può fare moltissimo”, per i rapporti energetici e di tradizionale amicizia tra i due Paesi. “In Europa c’è un ruolo tedesco particolarmente importante, ma non sottovalutiamo anche il ruolo italiano”.

A fare un primo bilancio della missione Prodi in un’intervista lampo è stato Tiberio Graziani, Presidente dell’IsAG – Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie, Direttore della rivista “Geopolitica”:

La visita di Prodi al Cremlino, in occasione della grande conferenza stampa del presidente Putin della scorsa settimana, ha dato adito a molti commenti basati sulla dietrologia che non mi convincono.

Penso piuttosto che Prodi, già grand commis d’Etat, uomo di governo e presidente della Commissione europea, abbia voluto testimoniare alla presidenza e al governo russi l’amicizia che importanti settori dell’economia e della politica italiana, nonché di alcune correnti in seno alla stessa Unione Europea, nonostante la crisi sulla questione ucraina, vogliono mantenere e rinsaldare. Questo ritengo sia il significato “storico” e politico di questa visita.

A queste idee fa eco il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che a Torino, per una manifestazione contro l’occupazione da parte di alcune centinaia di profughi delle palazzine ex olimpiche, ha detto:

In Europa si sta allargando il fronte del no alle sanzioni contro la Russia. E’ una buona notizia. Il governo austriaco... lo stesso Renzi si è svegliato dal sonno, meglio tardi che mai , e ha detto che le sanzioni contro la Russia sono inutili quindi forse la testardaggine della Lega sta facendo breccia a Bruxelles e il 2015 sarà un anno di dialogo, di lavoro e non di guerra fredda o sanzioni economiche.

Le ultime statistiche parlano chiaro: l’UE capitanata dalla Germania di Merkel sta perdendo per quel che riguarda l’interscambio con la Russia: Germania – 3,9%, Unione Europea – 4,3%. Le importazioni da vari paesi europei verso la Russia sono diminuite con valori che vanno da 7 a 10%. In totale nella sola Germania dall’economia russa dipendono 300 mila posti di lavoro. E allora, vogliamo proseguire secondo la logica perversa: se tutto va bene, siamo rovinati?

Ma la cosa più sorprendente e, a prima vista, paradossale è che, nonostante le sanzioni contro Mosca imposte all’Europa dagli USA, l’interscambio tra la Russia e gli Stati Uniti (per non parlare dell’Asia del Pacifico) è cresciuto del 7%!

Wow! Accipicchia! Come mai? La risposta è molto semplice: l’arte di arrangiarsi all’americana a scapito di altre nazioni. Lo zio Tom, ovvio, ruba ai ricchi russi il ricco mercato europeo. E cosa dà in cambio agli europei? Offre a loro una specie di “NATO economica”, ossia l’accordo di libero scambio transatlantico. Il che con le forniture energetiche d’oltreoceano per forza più costose di quelle russe significa per il Vecchio Continente prezzi alle stelle, ulteriore deindustrializzazione, crollo di miriadi di aziende, perdita di posti di lavoro, crescente degrado sociale, ecc.

Ed è in questa direzione dell’abisso oscuro che la nuova lady di ferro Merkel spinge a colpi di frusta “multinazionale e molto lenta tartaruga europea”? Ma il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier al contrario è sfavorevole alle sanzioni, si pronuncia per il dialogo con Mosca. Secondo una fonte diplomatica, anche Francia, Italia, Austria e Ungheria sarebbero favorevoli ad uno “scongelamento” dei rapporti con la Russia.

Parafrasando Marcello Marchese, si potrebbe dire ora che non solo le formiche, ma anche le tartarughe europee nel loro piccolo s’incazzano per le sanzioni. Sulla scia delle famose tartarughe di Cosimo I de’ Medici, esse vorrebbero essere veloci e potenti come una vela gonfiata dal vento. Dal vento della fortuna russo. Il Professore ha già annusato questa tendenza. E voi, gentili lettori?

Aleksandr Prochorov - La Voce della Russia

giovedì 18 dicembre 2014

Giulietto Chiesa, davvero “la Russia è un pericolo per l’Europa”?

© Collage: "Golos Rossii"

L’eccellentissima e lamentevolissima tragedia degli eSStoni e di Giulietto sta per finire? Non ne è proprio sicuro il protagonista, Giulietto Chiesa, noto giornalista ed ex-europarlamentare. Ma la cosa su cui non ha dubbi è che la sua vicenda “abbia svegliato molto l’attenzione sullo stato della politica estone”. A quanto pare, Chiesa non esclude il suo prossimo ritorno nella repubblica baltica ex-sovietica che oggi fa parte dell’UE. La repubblica nella cui capitale, Tallin, il giornalista italiano lunedì scorso è stato fermato (leggi: arrestato) nel suo albergo dalla polizia, portato in un carcere dove ha dovuto restare per qualche ora, per essere poi cacciato via dal Paese come persona non grata. Senza, notiamo, incolparlo in qualche modo.

Chi semina vento, raccoglie sempre tempesta. Questa di oggi è una tempesta notevole che coinvolge già non solo l’Italia ma tutta l’Europa unita. Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione europea sulla vicenda del fermo di Giulietto Chiesa in Estonia, dato che nessun reato gli è stato contestato. Salvini chiede alla Commissione di intervenire “per accertare se l’operato delle autorità estoni costituisca una violazione dei diritti fondamentali riconosciuti dall’Unione a tutti i cittadini a partire dalla libertà di pensiero, espressione e movimento.” E questa iniziativa, Chiesa come la giudica? In un’intervista esclusiva rilasciata alla Voce della Russia, il giornalista ha detto:

La considero un’azione molto importante, giusta e giustificata. è una difesa del diritto dell’Italia di difendere il proprio concittadino sottoposto a una violazione delle norme europee. Quindi, apprezzo molto il fatto che Salvini abbia promosso questa iniziativa.

Salvini conclude il suo intervento con una domanda ironica ma non retorica: “Ma siamo proprio sicuri che il massimo pericolo sia Putin?”.

Era il tema della mia conferenza a Tallin. Il tema che avevo proposto proprio io: “Davvero la Russia è un pericolo per l’Europa?”. La mia risposta è chiaramente inequivocabile. La Russia non è un pericolo per l’Europa. La Russia è un nostro partner; un partner che ha dimostrato negli ultimi decenni di essere assolutamente attendibile e di essere un partner che rispetta la parola che dà. Dunque, da un punto di vista politico, economico e commerciale è un naturale alleato dell’Europa, non un nemico. Questa è la mia risposta.

Giulietto, cosa pensi, le autorità estoni hanno preso questa decisione da sole o c’è stato qualcuno che ha tirato i fili dietro le quinte?

Questo, non lo posso dire, perché non ho nessuna prova e nessun elemento per affermarlo. Ma quest’azione ha anche un carattere evidentemente intimidatorio nei confronti non solo miei, ma nei confronti di tutti i giornalisti che volessero dire come stanno le cose, ecco. Non escludo che ci sia anche un elemento di intenzionale provocazione per dimostrare che il clima è quello e chi non sta a questo clima sarà punito. Nel caso specifico hanno deciso di punire me. Quindi, è un atto grave, perché lede le norme democratiche di comportamento di molte persone.

Giulietto, hai detto in una recente intervista che con questo fermo l’Estonia ha dimostrato di non appartenere all’Europa. Ma c’è in Russia chi dice il contrario, ossia che l’Estonia costituisca, diciamo, “il sale e la sostanza dell’Europa di oggi”. E che “la diplomazia in Europa si va perdendo man mano con la crescente fascistizzazione della democrazia occidentale”.

Si può naturalmente sostenere qualunque tesi. Ad esempio, che anche Hitler aveva ragione. La Storia, però, l’ha criticato, secondo me. A quanto pare, a Tallin ed in altre capitali prevalgono le idee secondo le quali bisogna fare i conti con tutti i secoli precedenti. Ma è ovvio che questi approcci producono soltanto contrapposizioni e guerre. I paesi baltici, che hanno una loro storia, pretendono che siano loro il criterio di tutta l’Europa. E cioè pretendono che tutta l’Europa diventi ostaggio delle posizioni che hanno loro. E questo non è accettabile, è contro lo spirito della storia che ha creato l’Europa. E l’Europa che noi conosciamo nel dopoguerra si è formata sulla base dell’accordo tra gli Stati europei. Se l’Estonia vuole rimanere su quelle proprie posizioni, si mette fuori dallo spirito europeo.

A conclusione Giulietto Chiesa si è detto sodisfatto della tempesta di azioni di solidarietà nei suoi confronti sia da destra che da sinistra italiana e europea. E, quindi, conclude, da questo punto di vista la vicenda ha svegliato molto l’attenzione dell’opinione pubblica europea sullo stato della politica estone che alcuni analisti definiscono addirittura “suicida”.

Ebbene, San Tommaso diceva che in certi casi un bacino di acqua fredda può fare miracoli. Mi interessa quali bacini davvero ci vogliono per far capire a certi personaggi testardi sia in Europa che d’oltreoceano che la Russia di Putin non è un nemico dell’Europa, ma è un partner attendibile di vecchia data, un naturale alleato del Vecchio Continente. Una volta capito questo, la “eccellentissima e lamentevolissima tragedia degli eSStoni e di Giulietto” rimarrà per sempre nella storia. è tempo di guardare avanti!

Aleksandr Prochorov - La Voce della Russia