venerdì 7 novembre 2014

Chi di sanzioni ferisce di sanzioni perisce

© Foto: president.tatarstan.ru

Intervista esclusiva al presidente Banca Intesa Russia, Antonio Fallico

«Chi di sanzioni feriscе di sanzioni periscе». Cosi’, parafrasando il famoso proverbio latino che trae origine dal Vangelo di Matteo, il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, da quattro decenni un solido pilastro e ambasciatore del business italiano nel pianeta Russia, sulla spirale delle sanzioni occidentali contro Mosca. La dichiarazione e’ stata fatta al III Forum Eurasiatico Innovazione e Internazionalizzazione svoltosi a fine ottobre a Verona davanti alla platea dei rappresentanti di oltre 730 aziende (contro 500 l’anno scorso) e ripetuta a margine della conferenza nell’intervista rilasciata in esclusiva al nostro osservatore Alexander Prokhorov.

Oggi si puo’ affermare che il Forum Eurasiatico e’ ormai diventato un appuntamento piu’ autorevole ed efficace fra i rappresentanti del mondo istituzionale, politico, economico dell’Italia, dei 4 paesi costituenti d’Unione doganale (Russia, Bielorussia, Kazakistan e Armenia) e la Cina. Romano Prodi presiede il Comitato scientifico del Forum. La terza edizione del Forum Eurasiatico di Verona e’ stata incentrata sul cambiamento dello scenario globale che ci attende dal 1-mo gennaio 2015, quando entrera’ in vigore l’Unione Economica Eurasiatica tra Russia, Bielorussia, Kazakistan e Armenia. Per Antonio Fallico si tratta di “un cambiamento epocale che potra’ portare nuovo ossigeno al benessere dei popoli ed essere una solida garanzia della pace nel mondo”. Tanto piu’ importante in questo momento storico caratterizzato da una strutturale, persistente e profonda crisi dell’economia globale. Non a caso convegni complimentari al Forum di Verona si sono svolti quest’anno a Bologna, Milano, Catania, Roma, a Torino e New-York.

Ebbene, per quali altre grandi novita’ il Forum Eurasiatico di quest’anno si distingue dai due precedenti?

Stando alle parole del prof. Fallico, proprio questo innalzamento di livello del Forum “ci ha portato a firmare un accordo con il Forum Internazionale economico di San Pietroburgo”. E, quindi, dal prossimo anno il Forum Eurasiatico di Verona con una delle sue sezioni sara’ presente al Forum di Pietroburgo e viceversa.

Insomma, un vero e proprio gemellaggio in barba alla spirale delle sanzioni occidentali?

Noi – precisa il presidente Fallico – non abbiamo strumenti operativi per cambiare queste cose. Pero’, posso dire che il Forum e’ diventato il punto di riferimento di tutte le ostilita’ che raggiungono il 100% degli imprenditori – ostilita’ nei confronti delle sanzioni. Il Forum ha certamente contribuito ad affrontare la cultura del dialogo contro la cultura della guerra.

Di questo Antonio Fallico e’ perfettamente consapevole. Ed e’ chiaro – prosegue - che la trasformazione deve portare l’Italia e, in modo particolare, l’Italia all’interno del consenso europeo, a dire ‘no’ finalmente a queste sanzioni.

E quando nel luglio del prossimo anno scadranno queste sanzioni, l’Italia – insiste il presidente Fallico – deve avere la mano libera, non come questa volta, una mano libera, perche’ glielo consente anche il regolamento europeo, una mano libera per dire ‘no’ alle sanzioni, quindi, annullare completamente le sanzioni. Questo, probabilmente, portera’ anche a una risposta positiva da parte della Russia.

Professore, stando ai dati della Banca Intesa, le esportazioni italiane verso la Russia sono diminuite del 16,3 %. Si tratta di 500 imprese italiane che negli ultimi 20 anni hanno fatto gli investimenti pari a 7 miliardi di euro. E’ vero?

Forse, - risponde il prof. Fallico – qualcosa di piu’. Ma la sostanza e’ questa. Cio’ vuol dire che le sanzioni non soltanto non aiutano la nostra economia, ma la interrano completamente. Perche’ la crescita del Pil non solo non avverra’ ma quest’anno avremo la recessione in Italia dove circa 300-350 mila persone lavorano per le commesse russe. La Germania ha registrato l’ultimo trimestre negativo. E li’ ci sono 500 mila persone che lavorano per le commesse russe. Quindi, diciamo che le sanzioni sono suicide, perche’ colpiscono fondamentalmente i paesi che le emettono.

E’ certo che dopo hanno un impatto negativo anche sulla Russia…

Si’, pero’, l’impatto negativo che queste sanzioni hanno sui paesi che le emettono, e’ sicuramente piu’ alto rispetto all’impatto negativo che ha la stessa Russia.

Ma vi e’ anche un segnale positivo. Per esempio, nonostante le sanzioni il gruppo Pirelli ha l’intenzione di aumentare i suoi investimenti in Russia. Si tratta della collaborazione con Rosneft, la piu’ grande compagnia petrolifera al mondo, capitanata da Igor Sechin, un altro ospite eccezionale del Forum di Verona?

Certo! Il gruppo Rosneft ha il 13% del gruppo milanese il che permette ai russi la governance della stessa societa’ Pirelli. Ma oltre a questo possiamo vedere quali sono gli interessi di Finmeccanica nei confronti della Russia. Nonostante tutto, l’amministratore delegato e direttore generale Mauro Moretti, anche lui presente al Forum, e’ aperto al dialogo con i partner russi. Nonostante tutto, per adesso non abbiamo da parte del premier Renzi indicazione negativa ufficiale della partecipazione italiana al South Stream. Quindi, non a caso Gasprom non e’ entrato nella black list dei sanzionati. Quindi, le aziende medie piccole continuano ad operare nonostante questa contrazione del business. E tutti stiamo scommettendo sulla bocciatura delle sanzioni. Chiaramente, la vita, l’economia capiscono molto prima della politica. Perche’ la politica non rispecchia gli interessi della gente, ma rispecchia gli interessi verticistici di paesi che geopoliticamente sono ovviamente dall’altra parte rispetto alla Russia.

Concludendo l’intervista, il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico ha ribadito: “Ma io auguro che, senza aspettare il luglio del 2015, le sanzioni vengono eliminate subito, perche’ fanno male, assolutamente male all’economia europea. E quando ho detto (ma non tanto scherzando): chi da sanzioni ferisci di sanzioni perisci, mi riferivo proprio a questo.

Aleksandr Prochorov - La Voce della Russia