venerdì 28 novembre 2014

Еrrori di traduzione nella diplomazia. Gaffe da far ridere i polli? O per dar spago all’aggressione?

© Foto: East News/ISOPIX/EAST

Cari lettori, non preoccupatevi! L’epoca di scoperte allucinanti non e’ ancora finita. Un solo esempio.

Si scopre che nel mondo della diplomazia, parole o frasi addirittura scelte accuratamente, tradotte poi in un'altra lingua, possano provocare risate indicenti nei presenti o perdere ogni significato. A questa conclusione io sono giunto dopo aver letto su Internet la notizia che segue:

L’Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini ha assicurato il ministro degli affari esteri dell'Ucraina Pavel Klimkin che non ha parlato dell'autonomia di Donbass e tutte le informazioni di stampa su questo argomento non e’ che "un problema di traduzione".

Lo ha detto il capo della diplomazia ucraina in una congiunta conferenza stampa con il ministro degli affari esteri della Svezia, Margot Wallstrom in visita a Kiev.

"Ho avuto un colloquio con l'Alto rappresentante dell'UE, Federica Mogherini. A tutt’oggi vi sono state varie speculazioni circa le sue dichiarazioni circa una presunta fattibilita’ di un’autonomia di Donetsk e Lugansk. Voglio sottolineare che si tratta di speculazioni e problemi di traduzione, la Mogherini me lo ha chiaramente confermato," - ha detto Klimkin.

Ricordiamo che pochi giorni fa il media austriaco Kurier ha pubblicato un'intervista concessa dal’Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini in cui la lady Pesc ha messo in risalto la necessità di "dare autonomia a Est dell'Ucraina". "L'UE si aspetta da Kiev ... il rispetto per la cultura e la lingua del popolo, lo status di autonomia per l'Est e le riforme istituzionali. Le autorità ucraine devono continuare a fornire assistenza umanitaria agli immigrati, prestare attenzione alla lotta contro la corruzione e allo sviluppo economico", - ha detto Mogherini.

Ma poi, il portavoce di Mogherini, Maja Kocijancic, ha affermato pubblicamente che questa intervista includeva "citazioni distorte" ed era stata preparata ancora prima che Mogerini sia venuta a capitanare il servizio diplomatico europeo.

E’ da farvi ricordare che da metà aprile il regime di Kiev mette in atto in EST del paese "operazione speciale" per reprimere il movimento di protesta nel Donbass. Le forze della sicurezza stanno attivamente utilizzando l’artiglieria pesante e gli aerei da combattimento. Segnalate numerose vittime civili e la distruzione di case e infrastrutture. Ad esempio, a colpi di un sistema multiplo di lancia razzi in questi ultimi giorni e’ stato ucciso a Donetsk un ragazzo di 12 anni che correva verso un rifugio.

La prima giornata dei lavori della nuova Rada (8 legislazione) e’ stata segnata da una serie di iniziative antirusse. In particolare, e’ stato presentato un disegno legge sullo status speciale di Donbass e l’uscita del paese dalla Comunita’ di Stati Indipendenti (CSI). L’adozione di questo disegno significherebbe un rifiuto completo di Kiev da tutti gli accordi di Minsk, il ritorno al caos giuridico, l’instabilita’. In tali eventualita’ si aprirebbe la strada alla ripresa delle ostilita’ su larga scala.

Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy ha detto che “la crisi ucraina, a partire dagli eventi in Crimea, è la più grave crisi geopolitica in Europa dalla fine della "guerra fredda".

A detta del capo del Consiglio d'Europa, "ma c’e’ ancor di peggio, vi sono le inequivocabili avvisaglie di un imminente conflitto sul continente, che rischia di diventare il più sanguinoso conflitto dall’epoca delle guerre balcaniche. Chi viola i confini, mette a repentaglio la pace".

Tuttavia, Rompey non ha menzionato che la ridefinizione dei confini è stata avviata nel 1990. E non dalla Russia. Ma anche oggi, come ha confermato il presidente Putin, la Russia non intende partecipare a giochi geopolitici e conflitti, nonostante gli incessanti tentativi di chi vorrebbe trascinarci.

Herman Van Rompuy ha inoltre affermato che la soluzione della crisi in Ucraina sta nella federalizzazione del paese. "Abbiamo bisogno di una soluzione globale per l'Ucraina. E’ necessario che essa sia uno stato decentrato o federalizzato", - ha precisato Rompuy.

La dichiarazione questa e’ stata subito smentita dal presidente ucraino Poroshenko che in parlamento ha replicato con un secco “no” alle eventuali “federalizzazioni”. Nel contempo egli pero’ si e’ detto favorevole alla legalizzazione del governo esterno da instaurare in Ucraina. Cio’ vuol dire che nel governo di Kiev vi sara’ un numero sempre crescente di stranieri.

Non mi meraviglierei dunque se domani Van Rompuy, seguendo le orme della Mogherini, potesse scusarsi con Kiev per la sua presa di posizione, spiegandola con un nuovo errore di traduzione.

Dal canto suo, un portavoce delle autorita’ di Kiev ipoteticamente potrebbe annunciare ai presenti:

«Il presidente del Consiglio europeo vi ha raccontato una sua barzelletta di turno, e allora, per favore, ridiamo tutti assieme e facciamo gli applausi!”

Come ebbe a dire il noto diplomatico francese Alain Plantey, “nella diplomazia davvero non esista una cosa peggiore di un testo che non dice proprio niente, dato che cio’ equivale al consenso di sottomettersi alla parte piu’ forte e aggressiva”.

Aleksandr Prochorov - La Voce della Russia