martedì 2 dicembre 2014

Russia-UE, scenari per un nuovo sviluppo taciuti dalla CNN e Bloomberg

© Collage: La Voce della Russia

Solo grazie ad eventi del genere il pubblico viene a sapere varie informazioni davvero importanti che vengono taciuti dalla CNN e da Bloomberg.

Come riferiscono i media italiani, La Russia, tra paure e opportunità, è sempre più al centro del dibattito economico internazionale. E in un momento molto delicato di confronto politico tra Occidente e Mosca, esponenti di spicco della Finanza russa a fine novembre sono arrivati a Milano per la quarta edizione del Forum Italia-Russia che dopo aver preso il via giovedil 27 novembre all'Università Bocconi si e’ concluso venerdi’ 28 novembre al Palazzo Vecchio di Firenze.

"Scenari per un nuovo sviluppo", questo il titolo scelto da CreSV, Centro Ricerche su Sostenibilità e Valore dell'Università Bocconi, e General Invest, che hanno organizzato l'evento con la collaborazione della Borsa di Mosca. Un evento di assoluta attualità, con la presenza di alcuni consiglieri del Cremlino, dopo che la Russia ha perso 32 miliardi di euro a causa delle sanzioni occidentali conseguenti alla crisi ucraina, secondo il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov. E più del doppio "90- 100 miliardi di dollari l'anno" a causa dei down del barile.

Alla Bocconi sono stati presenti, tra gli altri, Alberto Bombassei, presidente Brembo; Matteo Marzotto, presidente della Fiera di Vicenza; Luigi Scordamaglia, Ceo Inalca; il banchiere italiano Vincenzo Trani.

Ci sono stati anche eroi dello sport come il judoka Ezio Gamba, oro olimpico e fortunatissimo allenatore della nazionale russa di judo, sport preferito da Vladimir Putin.

E poi nomi non particolarmente noti in Italia, ma veri registi della finanza di Mosca: tra loro Andrey Nikitin, sulle barricate per quello che riguarda gli investimenti pubblici ed esperto conoscitore del mercato locale (siede nel Consiglio presso il presidente russo Vladimir Putin per la modernizzazione e anche in quello per le riforme); Aleksey Kanunnikov executive di "Modernizzazione Innovazione Sviluppo" (MIR), un fondo che si occupa delle piccole e medie imprese e dei loro investimenti, che appartiene al 100% allo stato russo attraverso l'agenzia per gli investimenti strategici e che seleziona i progetti più interessanti, sostenendoli.

L'iniziativa ha avuto l'obiettivo di analizzare e discutere i risultati di una ricerca condotta dal CReSV sulle opportunità di crescita offerte dal mercato russo e sugli effetti per le imprese italiane derivanti dalle recenti vicende di politica internazionale. La ricerca, alla sua seconda edizione, vuole evidenziare i più recenti trend rispetto ai valori dell'anno passato e vuole mettere in luce i possibili scenari configurabili, anche alla luce degli attuali sviluppi sullo scacchiere internazionale.

A giudicare dagli interventi dei partecipanti al Forum, gli uomini d'affari provenienti dall'UE non sono più disposti a restare in silenzio e hanno intenzione di chiedere alle autorità di trovare con urgenza un modo di risolvere i problemi inerenti alle sanzioni dell'Occidente e le contromisure russe. Per gli effetti della folle poltica sanzionatoria essi stanno perdendo miliardi di euro, e questo è solo l'inizio - dicono gli imprenditori.

Parlando degli scenari Italia - Russia, il Vice Presidente ISPI e Università Bocconi, Carlo Secchi ha ricordato ai convenuti che i nostri due Paesi sono legati dai vincoli di amicizia e collaborazione che affondono le loro radici nei secoli.

Sempre, anche nei momenti più difficili, i governanti d’ Italia e di Russia, si sono adoperati per trovare un consenso. Secchi ha chiamato le autorita’ di oggi a fare lo stesso.

"L'Europa deve ora assumersi il ruolo di pacificatore. È necessario conciliare tutti, conciliare gli Stati Uniti e la Russia e controllare le emozioni. Se non ci incamminiamo sulla strada della pace, saremo tutti rovinati", - ha riassunto Secchi.

Uno degli obiettivi del Forum consiste nell’attirare nuovi investitori italiani in Russia.

Il Direttore generale dell'Agenzia per le iniziative strategiche, Andrey Nikitin ha detto che la Russia è pronta a sviluppare la cooperazione in questo settore.

"Da parte sua, la Russia promette agli investitori di non mettere in atto alcuna modifica fiscale per le imprese nei prossimi 3-5 anni, a prescindere da quello che possa accadere nel paese," – Nikitin ha detto.

A tirare le somme del Forum e’ stato il Presidente General Invest Holding, Vincenzo Trani che si e’ presentato anche in veste di vice presidente della Camera di commercio Italo-Russa (CCIR).

Quest'anno, il suo gruppo ha investito in Russia un miliardo di euro, e in 2015 prevede di aumentare questo importo del 10-20 per cento.

Trani si e’ detto certo che il calo dei prezzi del petrolio che, a suo parere, e’ di carattere palesamente speculativo, non avra’ effetti devastanti sull’economia russa, dato che “la Russia e’ un paese molto forte".

E gli uomini d’affari europei che cosa ne pensano delle sanzioni?

Gli operatori economici sono stanchi delle sanzioni. Gli imprenditori vedono in Russia non solo un mercato importante di sbocco per la loro produzione, ma anche potenzialita’ importanti per collaborazioni industriali. Non stiamo parlando delle imprese medie e piccole e ma dei grandi operatori economici. E 'tempo di tornare alla politica reale. I politici devono ricordare che i loro stipendi e le spese pubbliche sono a carico del business. E se il business è insoddisfatto della situazione politica tra i due paesi, cio’ non può durare a lungo.

Come pensa, gli uomini d’affari italiani eserciteranno pressioni sul governo in modo che esso, dal canto suo, possa fare pressioni su Bruxelles?

Essi si’ che si daranno da fare. Non e’ casuale che abbiamo organizzato il Forum a Milano. Il nostro obiettivo e’ di far vedere che delle sanzioni soffrono non solo una, due compagnie, ma soffrono tutti quanti. Nella situazione venutasi a creare i forum del genere devono svolgersi non una volta l’anno, ma una volta alla settimana, affinche’ non riusciamo a risolvere il problema delle sanzioni. Grazie agli eventi del genere il pubblico viene a sapere le informazioni reali, non quelle diffuse dalla CNN e Bloomberg.

Quali cifre possiamo ora citare?

Secondo i nostri dati, la perdita netta delle imprese italiane dalle contromisure russe nel 2014 ha raggiunto quote di 20 o anche 22 miliardi di euro.

Questo e’ un dato complesso. E’ da tener presente che nell’arco di due anni e mezzo 2,5 mila italiani hanno perso il lavoro per l’effetto delle sanzioni. Ora sbarcano il lunario grazie agli aiuti economci che non sono a pioggia.

Le relazioni con la Russia sono molto importanti per l'Italia. Noi non vediamo l'ulteriore sviluppo del paese senza le nostre esportazioni verso la Russia. Tutti gli uomini d'affari che sono stati al Forum sono concordi nel chiedere alle autorita’: basta scherzare con la politica!

Ben detto! Ma oggi, purtroppo, tra il dire e il fare di mezzo l’oceano Atlantico, non il mare. Ci e’ appena giunta una notizia preoccupante per l’ Europa: il progetto South Stream e’ ‘finito”. Lo ha detto l’ad di Gazprom Alexei Miller, in una conferenza a Mosca. La dichiarazione viene dopo le parole di Putin che ha citato “ostacoli” al progetto da parte dell’UE. Putin aveva detto che la posizione dell’UE sul gasdotto South Stream “non e’ costruttiva.” Lo ha detto durante una conferenza stampa ad Ankara. Il presidente russo aveva anticipato che Mosca potrebbe decidere di “riorientare le forniture di gas”. Putin ha riconosciuto che non e’ possibile andare avanti con il progetto del gasdotto a causa dell’opposizione della Bulgaria.

Cosa ne consegue? Che l’Italia e l’Europa in generale resteranno senza forniture aggiuntive dell’oro blu russo (67 miliardi di metri cubi l’anno), diminuendo ad arte la loro concorrenzialita’ rispetto agli USA. Gli scherzi dei politici con il fuoco dunque continuano... Mettendo a repentaglio il futuro delle relazioni tra Russia e Europa.

Ahime’, e’ sempre facilissimo trasformare le marionette in impiccati, perche’ vi sono gia’ le corde sotto mano.

Aleksandr Prochorov - La Voce della Russia