martedì 23 dicembre 2014

Tra l’orso russo e la tartaruga europea litiganti il terzo gode

© Photo: RIA Novosti/Aleksey Nikolskyi

Tra i due litiganti il terzo gode. Pare che lo abbia già capito bene l’ex premier e il già presidente della Commissione Europea Romano Prodi che ha incontrato il 18 dicembre a Mosca il leader del Cremlino Vladimir Putin dopo la sua maxi conferenza stampa di fine anno. Prima, pranzo con il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov. L’ultima volta di Prodi in Russia risale al settembre 2013, quando partecipò al forum del Valdai, incontrando Putin. Il Professore, presidente della Fondazione per la cooperazione tra i popoli e presidente del comitato scientifico del Forum Euroasiatico a Verona aveva già incontrato il presidente russo nel febbraio 2013 come inviato speciale Onu per il Sahel.

I media italiani hanno reagito all’annuncio dell’evento con una raffica di tesi e domande provocatorie: “Dal Cremlino al Quirinale! Prodi a nome di chi va a incontrare Putin e Lavrov e con quale mandato? Per avere l’investitura da zar Vladimir verso il Colle?”.

La situazione è stata chiarita dall’“Huffington Post” in un suo aggiornamento circa la visita a Mosca del presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli:

“Sono venuto a Mosca su invito di Putin”, ha detto Prodi. “Un invito di qualche settimana fa. Sono stato molto contento perché abbiamo avuto un lunghissimo colloquio, in cui io ho espresso anche tutte le mie passioni, affinché si riesca a trovare anche qualche soluzione per queste situazioni di tensione che fanno male a tutti. Non possiamo creare una continua tensione in Europa, quando abbiamo tanti interessi ma nel senso profondo, tanti destini in comune. Ovvio che in incontri così non si sfiora soltanto l’Ucraina, ma si sconfina nel Medio Oriente, abbiamo parlato anche di Africa e di problemi di peace-keeping”.

Quanto ai rapporti Italia-Russia, “Putin è molto grato a Renzi per averlo invitato a Expo 2015 e spera proprio di venirci”, ha riferito l’ex premier italiano. “Sono cose che danno un senso di rapporto personale”, ha aggiunto, citando anche il fatto che il primo viaggio all’estero di Federica Mogherini da ministro è stato in Russia, come un gesto apprezzato da Putin. “Possono sembrare piccoli passi, ma non lo sono”, ha sottolineato. A detta dell’ex presidente della Commissione europea - che ha rifiutato la definizione di mediatore tra Mosca e Bruxelles – in questo momento di tensioni internazionali con la Russia, “l’Italia può fare moltissimo”, per i rapporti energetici e di tradizionale amicizia tra i due Paesi. “In Europa c’è un ruolo tedesco particolarmente importante, ma non sottovalutiamo anche il ruolo italiano”.

A fare un primo bilancio della missione Prodi in un’intervista lampo è stato Tiberio Graziani, Presidente dell’IsAG – Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie, Direttore della rivista “Geopolitica”:

La visita di Prodi al Cremlino, in occasione della grande conferenza stampa del presidente Putin della scorsa settimana, ha dato adito a molti commenti basati sulla dietrologia che non mi convincono.

Penso piuttosto che Prodi, già grand commis d’Etat, uomo di governo e presidente della Commissione europea, abbia voluto testimoniare alla presidenza e al governo russi l’amicizia che importanti settori dell’economia e della politica italiana, nonché di alcune correnti in seno alla stessa Unione Europea, nonostante la crisi sulla questione ucraina, vogliono mantenere e rinsaldare. Questo ritengo sia il significato “storico” e politico di questa visita.

A queste idee fa eco il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che a Torino, per una manifestazione contro l’occupazione da parte di alcune centinaia di profughi delle palazzine ex olimpiche, ha detto:

In Europa si sta allargando il fronte del no alle sanzioni contro la Russia. E’ una buona notizia. Il governo austriaco... lo stesso Renzi si è svegliato dal sonno, meglio tardi che mai , e ha detto che le sanzioni contro la Russia sono inutili quindi forse la testardaggine della Lega sta facendo breccia a Bruxelles e il 2015 sarà un anno di dialogo, di lavoro e non di guerra fredda o sanzioni economiche.

Le ultime statistiche parlano chiaro: l’UE capitanata dalla Germania di Merkel sta perdendo per quel che riguarda l’interscambio con la Russia: Germania – 3,9%, Unione Europea – 4,3%. Le importazioni da vari paesi europei verso la Russia sono diminuite con valori che vanno da 7 a 10%. In totale nella sola Germania dall’economia russa dipendono 300 mila posti di lavoro. E allora, vogliamo proseguire secondo la logica perversa: se tutto va bene, siamo rovinati?

Ma la cosa più sorprendente e, a prima vista, paradossale è che, nonostante le sanzioni contro Mosca imposte all’Europa dagli USA, l’interscambio tra la Russia e gli Stati Uniti (per non parlare dell’Asia del Pacifico) è cresciuto del 7%!

Wow! Accipicchia! Come mai? La risposta è molto semplice: l’arte di arrangiarsi all’americana a scapito di altre nazioni. Lo zio Tom, ovvio, ruba ai ricchi russi il ricco mercato europeo. E cosa dà in cambio agli europei? Offre a loro una specie di “NATO economica”, ossia l’accordo di libero scambio transatlantico. Il che con le forniture energetiche d’oltreoceano per forza più costose di quelle russe significa per il Vecchio Continente prezzi alle stelle, ulteriore deindustrializzazione, crollo di miriadi di aziende, perdita di posti di lavoro, crescente degrado sociale, ecc.

Ed è in questa direzione dell’abisso oscuro che la nuova lady di ferro Merkel spinge a colpi di frusta “multinazionale e molto lenta tartaruga europea”? Ma il ministro degli Esteri tedesco Steinmeier al contrario è sfavorevole alle sanzioni, si pronuncia per il dialogo con Mosca. Secondo una fonte diplomatica, anche Francia, Italia, Austria e Ungheria sarebbero favorevoli ad uno “scongelamento” dei rapporti con la Russia.

Parafrasando Marcello Marchese, si potrebbe dire ora che non solo le formiche, ma anche le tartarughe europee nel loro piccolo s’incazzano per le sanzioni. Sulla scia delle famose tartarughe di Cosimo I de’ Medici, esse vorrebbero essere veloci e potenti come una vela gonfiata dal vento. Dal vento della fortuna russo. Il Professore ha già annusato questa tendenza. E voi, gentili lettori?

Aleksandr Prochorov - La Voce della Russia