giovedì 18 dicembre 2014

Giulietto Chiesa, davvero “la Russia è un pericolo per l’Europa”?

© Collage: "Golos Rossii"

L’eccellentissima e lamentevolissima tragedia degli eSStoni e di Giulietto sta per finire? Non ne è proprio sicuro il protagonista, Giulietto Chiesa, noto giornalista ed ex-europarlamentare. Ma la cosa su cui non ha dubbi è che la sua vicenda “abbia svegliato molto l’attenzione sullo stato della politica estone”. A quanto pare, Chiesa non esclude il suo prossimo ritorno nella repubblica baltica ex-sovietica che oggi fa parte dell’UE. La repubblica nella cui capitale, Tallin, il giornalista italiano lunedì scorso è stato fermato (leggi: arrestato) nel suo albergo dalla polizia, portato in un carcere dove ha dovuto restare per qualche ora, per essere poi cacciato via dal Paese come persona non grata. Senza, notiamo, incolparlo in qualche modo.

Chi semina vento, raccoglie sempre tempesta. Questa di oggi è una tempesta notevole che coinvolge già non solo l’Italia ma tutta l’Europa unita. Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, ha presentato un’interrogazione urgente alla Commissione europea sulla vicenda del fermo di Giulietto Chiesa in Estonia, dato che nessun reato gli è stato contestato. Salvini chiede alla Commissione di intervenire “per accertare se l’operato delle autorità estoni costituisca una violazione dei diritti fondamentali riconosciuti dall’Unione a tutti i cittadini a partire dalla libertà di pensiero, espressione e movimento.” E questa iniziativa, Chiesa come la giudica? In un’intervista esclusiva rilasciata alla Voce della Russia, il giornalista ha detto:

La considero un’azione molto importante, giusta e giustificata. è una difesa del diritto dell’Italia di difendere il proprio concittadino sottoposto a una violazione delle norme europee. Quindi, apprezzo molto il fatto che Salvini abbia promosso questa iniziativa.

Salvini conclude il suo intervento con una domanda ironica ma non retorica: “Ma siamo proprio sicuri che il massimo pericolo sia Putin?”.

Era il tema della mia conferenza a Tallin. Il tema che avevo proposto proprio io: “Davvero la Russia è un pericolo per l’Europa?”. La mia risposta è chiaramente inequivocabile. La Russia non è un pericolo per l’Europa. La Russia è un nostro partner; un partner che ha dimostrato negli ultimi decenni di essere assolutamente attendibile e di essere un partner che rispetta la parola che dà. Dunque, da un punto di vista politico, economico e commerciale è un naturale alleato dell’Europa, non un nemico. Questa è la mia risposta.

Giulietto, cosa pensi, le autorità estoni hanno preso questa decisione da sole o c’è stato qualcuno che ha tirato i fili dietro le quinte?

Questo, non lo posso dire, perché non ho nessuna prova e nessun elemento per affermarlo. Ma quest’azione ha anche un carattere evidentemente intimidatorio nei confronti non solo miei, ma nei confronti di tutti i giornalisti che volessero dire come stanno le cose, ecco. Non escludo che ci sia anche un elemento di intenzionale provocazione per dimostrare che il clima è quello e chi non sta a questo clima sarà punito. Nel caso specifico hanno deciso di punire me. Quindi, è un atto grave, perché lede le norme democratiche di comportamento di molte persone.

Giulietto, hai detto in una recente intervista che con questo fermo l’Estonia ha dimostrato di non appartenere all’Europa. Ma c’è in Russia chi dice il contrario, ossia che l’Estonia costituisca, diciamo, “il sale e la sostanza dell’Europa di oggi”. E che “la diplomazia in Europa si va perdendo man mano con la crescente fascistizzazione della democrazia occidentale”.

Si può naturalmente sostenere qualunque tesi. Ad esempio, che anche Hitler aveva ragione. La Storia, però, l’ha criticato, secondo me. A quanto pare, a Tallin ed in altre capitali prevalgono le idee secondo le quali bisogna fare i conti con tutti i secoli precedenti. Ma è ovvio che questi approcci producono soltanto contrapposizioni e guerre. I paesi baltici, che hanno una loro storia, pretendono che siano loro il criterio di tutta l’Europa. E cioè pretendono che tutta l’Europa diventi ostaggio delle posizioni che hanno loro. E questo non è accettabile, è contro lo spirito della storia che ha creato l’Europa. E l’Europa che noi conosciamo nel dopoguerra si è formata sulla base dell’accordo tra gli Stati europei. Se l’Estonia vuole rimanere su quelle proprie posizioni, si mette fuori dallo spirito europeo.

A conclusione Giulietto Chiesa si è detto sodisfatto della tempesta di azioni di solidarietà nei suoi confronti sia da destra che da sinistra italiana e europea. E, quindi, conclude, da questo punto di vista la vicenda ha svegliato molto l’attenzione dell’opinione pubblica europea sullo stato della politica estone che alcuni analisti definiscono addirittura “suicida”.

Ebbene, San Tommaso diceva che in certi casi un bacino di acqua fredda può fare miracoli. Mi interessa quali bacini davvero ci vogliono per far capire a certi personaggi testardi sia in Europa che d’oltreoceano che la Russia di Putin non è un nemico dell’Europa, ma è un partner attendibile di vecchia data, un naturale alleato del Vecchio Continente. Una volta capito questo, la “eccellentissima e lamentevolissima tragedia degli eSStoni e di Giulietto” rimarrà per sempre nella storia. è tempo di guardare avanti!

Aleksandr Prochorov - La Voce della Russia