martedì 16 dicembre 2014

La bellezza che salverà questo folle, folle mondo...

© Photo: RIA Novosti

Quest’anno l’Ermitage di San Pietroburgo, uno dei quattro musei più grandi e famosi del mondo, festeggia il suo 250° anniversario.

L’Ermitage inesplorato, che conserva tesori tali da giustificare un viaggio alla Venezia del Nord, è diventato l’attrazione turistica più popolare in Russia.

Il risultato scaturisce dal maggior numero di commenti di viaggio pubblicati sul popolare portale web Tripadvisor. Stando al suo recente comunicato stampa, quest’anno l’Ermitage ha raccolto 2.228 recensioni degli utenti.

In totale le più popolari destinazioni in Russia hanno ricevuto 168.180 commenti. Così, l’interesse per la Russia nella sua interezza è uguale all’interesse dei viaggiatori a Milano e Firenze, che si trovano sulle posizioni otto e nove della classifica mondiale.

“Pietroburgo, Pietrogrado, Leningrado, San Pietroburgo… Quanti nomi ha cambiato dal 1703, anno della sua fondazione, la bellissima città sulla Neva, meta ogni anno di tantissimi visitatori di tutto il mondo”. Ad osservarlo nella sua intervista esclusiva alla Voce della Russia è il vicesegretario e membro del consiglio direttivo dell’associazione Italia Russia di Bergamo, Stefano Citterio.

Ma, – prosegue, – la città di Puškin e di Dostoevskij, ricca di opere d’arte architettoniche e di canali, tanto da essere soprannominata la “Venezia del Nord”, è famosa anche e soprattutto per ospitare il celeberrimo museo dell’Ermitage, ospitato in un palazzo fatto costruire dalla zarina Caterina II nel 1764-67. E proprio in questo 2014 che sta per terminare il museo festeggia il suo 250° anniversario. Per visitarlo a fondo ci vorrebbe forse un mese, o anche più: 3 milioni di pezzi fra quadri, sculture,opere grafiche e ritrovamenti archeologici. Tutti i più grandi artisti del mondo, russi e stranieri, vi sono rappresentati. Il palazzo colpisce non solo per la stupefacente quantità di opere d’arte, ma anche per la sontuosità architettonica, con lo Scalone degli Ambasciatori, la Sala di malachite, la Sala dei concerti, quella di Pietro I…

A quanto detto da Stefano Citterio aggiungerei l’inconfondibile spirito italiano che si fa sentire subito nell’Ermitage.

Dopo l’acquisto del biglietto all’ingresso del Palazzo d’Inverno, l’antica residenza degli zar, sul lungofiume, ci si dirige, a sinistra, attraverso la galleria Rastrelli, verso lo Scalone principale.

L’ampio scalone di marmo di Carrara, riccamente ornato di sculture e stucchi, fu costruito da Rastrelli nel 1756-61. Dopo aver attraversato una serie di sale splendidamente ornate con colonne di marmo, balconate in bronzo dorato e lampadari, si arriva alla sala 206, dove inizia il dipartimento dell’arte dell’Europa occidentale, il più ricco del museo, che offre al visitatore l’opportunità di ammirare, tra molte altre, anche la Scuola Italiana.

La sezione, allestita in una serie di sale, comprende dipinti, sculture, arti decorative e medaglie dei secoli XII-XVIII. Tra gli autori rappresentati ricordiamo: Filippino Lippi, Perugino, Raffaello (“La Sacra Famiglia”, “Madonna del Connestabile”), Leonardo (“Madonna Benois”, “Madonna Litta”), Michelangelo.

A Tiziano e a Veronese sono dedicate le apposite stanze. Un lungo corridoio denominato “Le logge di Raffaello”, riproduce le logge vaticane; è opera di G. Quarenghi e del pittore K. Unterberger.

Il Caravaggio è rappresentato da due opere, una delle quali è lo stupendo “Suonatore di liuto”.

Per il Seicento citiamo D. Fetti e G. Renni. Alcune sale sono dedicate alle sculture del Bernini. Una sala custodisce dipinti del secolo XVIII, un’altra mette in vista opere della scuola veneziana del secolo XVIII.

“Non è qui il caso, – continua Stefano Citterio, – di elencare le meraviglie di questo museo, che ogni visitatore può vedere con i suoi occhi anche stando a casa, tramite la visita virtuale via internet, pur se la visita “reale” è insostituibile, quanto piuttosto di rimarcare il fatto che, anche in questi tempi “sciagurati” di sanzioni contro la Russia, (che per alcuni dovrebbero addirittura colpire l’ambito culturale, sebbene il numero di coloro che sono attirati dalla Russia, dalla sua lingua e dalla sua cultura sia in aumento), le collaborazioni fra il museo pietroburghese e quelli stranieri e italiani siano sempre intense e molto proficue, sia tramite scambi di opere d’arte in occasione di mostre, sia nei casi di restauri di capolavori. Proprio la cultura, a mio avviso, in attesa che anche l’economia si decida a tornare sui propri passi, togliendo le assurde sanzioni che colpiscono e feriscono tutte le nostre società e i nostri scambi commerciali, dovrebbe operare ancora di più per eliminare le tensioni che a livello governativo esistono fra la Russia e i paesi occidentali. Ho parlato di livello governativo non a caso, dato che a livello di cittadini comuni, interessati maggiormente alla cultura, i rapporti non sono affatto cambiati. E l’anniversario del celebre museo può essere l’occasione giusta per ribadire che la Russia, San Pietroburgo, l’Ermitage fanno parte di noi, da sempre, e visitarli non può fare che bene: anche alla “duša”, all’anima, in attesa che anche le menti politiche lo capiscano e si aprano, dopo mesi di chiusura e di ostilità”.

Post scriptum. Infatti, la vita senza cultura, è come un corpo senza anima. Ed ecco perché la cultura, la bellezza-anima è chiamata davvero a salvare questo folle, folle mondo che va sempre più allo sfascio.

Aleksandr Prochorov - La Voce della Russia