mercoledì 26 novembre 2014

Sottomettendosi agli USA gli europei si fanno autogol

© Сollage: «Golos Rossij»

Le responsabilita’ principali della crisi in Ucraina ricadono sull’Unione Europea, ma innanzitutto sugli USA e i vertici della NATO, lo afferma il gia’ Presidente della Confederazione delle Cooperative Italiane e l’ex senatore Luigi Marino. E’ quanto ha detto il 25 novembre a Mosca, intervenendo al Forum ‘La politica economica della Russia nelle attuali turbulenze globali”.

La crisi ucraina nei fatti e’ la continuazione della guerra fredda con altri mezzi – asserisce Marino.- In precedenza c’era stata una guerra contro l’URSS, oggi e’ in atto un’altra grande guerra contro la Russia, ma gli americani hanno combattuto, stanno combattendo e combatteranno contro tutti quanti siano di ostacolo alla politica imperialista degli USA.

Marino ha rilevato che contrariamente ai trattati internazionali la NATO ha gia’ ampliato i suoi confini e non nasconde i suoi intenti di estendersi sempre di piu’, arrivando fino alle frontiere della Federazione Russa, essendo quest’estensione dell’Alleanza occidentale in netto contrasto con gli interessi leggittimi della Russia.

Sarebbe stato strano se cio’ non avesse provocato le proteste di Mosca. La crisi ucraina, dicendo pane al pane e vino al vino, non e’ altro che una spinta verso un ulteriore allargamento della NATO.

E questa espansione per se’ stessa, non solo per l'ingresso ipotetico dell'Ucraina nella NATO, ma anche a causa dell'eventuale adesione di altri paesi dell'Europa orientale costituisce un fattore molto pericoloso di instabilità, sia per l'Europa che per il mondo intero.

Le attivita’ della NATO e degli USA danneggiano i rapporti tra l’Unione Europea e la Russia, e non solo sul piano delle forniture energetiche.

Luigi Marino e’ convinto che l’Europa non puo’ fare a meno del mercato russo. Ma sottomettendosi agli Stati Uniti gli europei si fanno autogol.

Le sanzioni europee contro Mosca sono in sostanza un atto di autolesionismo. La Russia non ha portato all’Europa alcun danno, neanche’ quello ipotetico. La sanzioni antirusse sono nello stesso tempo un’azione punitiva e un’ ingerenza negli affari di uno stato indipendente.

Luigi Marino ha anche detto che la crisi nelle relazioni della Russia con l'Unione Europea e la crisi economica globale che minaccia il pianeta in questo momento, come la crisi del 2008, sono frutto di un'eccessiva liberalizzazione del mercato dei capitali.

Il problema, a suo parere, è che il capitale finanziario e’ passato a dominare l'economia reale, e spesso sovrasta la politica pubblica.

"Gli Stati Uniti nei loro interessi economici e politici hanno sempre preso le decisioni finanziarie, economiche, politiche e militari a spese di tutta l'economia mondiale. In parole povere, e’ l'intera economia mondiale a sostenere oggi gli interessi degli Stati Uniti.

D'altra parte, gli americani hanno sempre condotto varie guerre economiche e finanziarie per prevenire la crescita e lo sviluppo dei potenziali concorrenti globali, - prosegue il politico italiano. - Il capitalismo americano, essendo il più grande e più forte al mondo, provoca danni gravi e spesso irreversibili ad altri paesi. Nell’ Europa di oggi il primato va ancora al capitale germanico che è dannoso, in particolare, per i paesi dell'Europa meridionale. A rigor di termini, anche l'Unione europea è stata costruita sui dogmi liberali al fine di promuovere e tutelare gli interessi dei grandi gruppi finanziari Di conseguenza, vi 'è stata una riduzione della produzione industriale nei paesi dell'Europa meridionale, la caduta degli investimenti, il che ha portato ad una diminuzione del reddito delle famiglie e ad un aumento del tasso di disoccupazione, ripoducendo una situazione simile ad un lontano passato.

Per far fronte all’aggerrita concorrenza globale, i paesi europei, e cio’ non e’ accaduto questo da molto tempo, sono costretti a tagliare la spesa pubblica.

Tornando sulla crisi ucraina, Luigi Marino ha notato che in seguito a questo evento i rapporti tra gli Stati Uniti, l'Unione Europea e la Russia sono venuti a trovarsi al livello più basso dalla fine della Guerra Fredda.

Secondo le previsioni ottimistiche della Commissione europea a seguito elle sanzioni contro Mosca le perdite di bilancio dei paesi UE nel 2014 saranno pari a 40 miliardi di euro e nel 2015 raggiungeranno la cifra di 50 miliardi di euro.

Queste sanzioni hanno gia’ causato e contineranno a produrre effetti negativi per le economie di entrambe le parti, e quindi per la crescita economica dei paesi europei e la Russia.

A chi giova davvero questa crisi? Chi ne beneficia? La risposta è ovvia. Non certo la Russia e neanche’ l'Europa.

In Italia le sanzioni contro la Russia sono venute ad inasprire ancora di più la crisi economica e politica. Molti imprenditori italiani si rivolgono oggi al governo chiedendo la revoca delle sanzioni, che non sono solo illegali, ma anche controproducenti.

Marino annota che una situazione simile e’ venuta a crearsi anche in altri paesi europei: sono 26 mila le aziende tedesche che hanno relazioni con la Russia. Il business e i lavoratori germanici pagano a caro prezzo le decisioni di politica estera ad opera del governo. E si pongono la domanda: per quale motivo la Merkel reca un tale danno a loro a al Paese?

Per il politico italiano e’ possibile uscire in modo efficiente dall’attuale crisi politica e l’incombente crisi economica globale solo a patto che l’Occidente e in primo luogo l’Europa repugni “la politica miope di una nuova guerra fredda.”

Quelle dell’Unione Europea e della Russa sono due economie complementari. Da qui sorge spontanea la domanda a chi le sanzioni reciproche porteranno maggiori danni. Io ritengo che le sanzioni si’ che danneggeranno la Russia, ma in definitiva danni maggiori, li subiranno i paesi occidentali.- ha concluso Luigi Marino.

Aleksandr Prochorov - La Voce della Russia